Ex Magazzino del sale

Progetto di riqualificazione e riconversione funzionale

L’intervento di riqualificazione e riconversione funzionale riguarda un edificio da lungo tempo caduto in disuso, costruito negli anni ’50 sul perron di un Ex Magazzino del sale. Per la sua collocazione fra la città consolidata e l’area dismessa di Porto Vecchio, il progetto di rigenerazione dell’edificio ne restituisce in primo luogo una lettura in chiave di elemento di connessione fra i due ambiti urbani.

 

All’interno, procedendo per sottrazione degli elementi superflui o estranei, cogliendo le opportunità offerte dalle necessità delle nuove attività da ospitare, l’intervento mira a riportare in luce le caratteristiche architettoniche peculiari del corpo di fabbrica per evidenziarne le potenzialità intrinseche.

 

L’obiettivo progettuale è di rivitalizzare l’edificio creando una stretta correlazione tra i suoi spazi e le sue funzioni, una simbiosi in cui contenitore e contenuti corrispondono e si valorizzano reciprocamente.

 

Il progetto di riqualificazione è infatti finalizzato ad accogliere un Urban Center per imprese BioHighTech e HighTech e un FabLab: un Hub incubatore di startup ad alto contenuto tecnologico capace di stimolare una contaminazione funzionale e creativa tra individui portatori di idee innovative, realtà imprenditoriali e comunità cittadina.

 

Al progetto architettonico è seguito il progetto degli allestimenti fissi, mobili e illuminotecnici. Questi, più che meri elementi di arredo, sono stati concepiti come parte integrante delle opere edili progettate e hanno contribuito in maniera significativa alla definizione dei nuovi spazi e delle specifiche funzioni previste per l’Urban Center.

Urban Center per imprese BioHighTech e HighTech
Progetto selezionato dal Comune di Trieste per la partecipazione alla VII edizione della Rassegna Urbanistica Nazionale dal titolo “Mosaico Italia: raccontare il futuro”_2019
Urbanistica | Italia | Inucongressorun2019
Committente

Comune di Trieste

Luogo

Corso Cavour, Trieste

SLP

1.945 mq

Anno

2017/2018

L’EDIFICIO NEL TESSUTO URBANO

A partire da una visione a scala più ampia di quella prettamente edilizia, il progetto si sviluppa reinterpretando l’edificio da riqualificare come elemento di connessione nel tessuto urbano.

 

  • In questa prospettiva, l’obiettivo comune a tutte le scelte progettuali è quello di restituire l’edificio alla vita cittadina, stabilendo nello stesso tempo nuove relazioni di continuità fra due ambiti urbani contigui ma storicamente separati: il Borgo Teresiano e il Porto Vecchio di Trieste.
  • Il nuovo sistema per l’accesso all’edificio, precedentemente possibile solo da Corso Cavour e inesistente sul lato rivolto verso Molo IV, oltre ad essere funzionale agli spazi progettati vuole rappresentare l’apertura di una “breccia” nel costruito, la realizzazione di un ponte di collegamento fra le due aree cittadine.
  • Il collegamento diventa esperienza tangibile al piano terra dove si svolge fra gli ingressi a sudest e nordovest, lungo una sequenza organica di spazi condivisi anche con la cittadinanza.
  • Ai piani superiori l’attraversamento si fa percezione visiva simultanea: qui, liberati gli assi prospettici allineati con le aperture esistenti, dalle aree open-space di progetto è possibile abbracciare contemporaneamente con lo sguardo da un lato la città conosciuta e dall’altro quella da ri-conoscere.
IL FABLAB /P0

Il piano terra ospita gli spazi dell’innovazione e dell’apprendimento finalizzati all’invenzione e alla prototipazione:

 

  • Il FabLab, dedicato ai makers e aperto alla cittadinanza;
  • Un Laboratorio Tinkering, attrezzato per attività di costruzione che valorizzano la creatività, l’indagine e l’esplorazione;
  • La Sala Conferenze, destinata a scopi formativi e divulgativi;
  • Uno Spazio Relax, ambiente informale per la stimolazione di processi creativi;
  • L’Ufficio Staff e ambienti accessori (archivi, locali tecnici, servizi);
  • Un Patio realizzato in corrispondenza di un cavedio non accessibile che, precedentemente all’intervento, si fermava all’altezza del primo piano. Il nuovo spazio a cielo aperto così ricavato non solo contribuisce a portare l’illuminazione naturale negli ambienti che ne erano del tutto sprovvisti, ma diventa anche un luogo fruibile, parte integrante del Fab-Lab e potenzialmente condivisibile con l’adiacente “Magazzino delle Idee”.
L’URBAN CENTER /P1

Il primo piano è dedicato alla contaminazione funzionale, qui gli spazi sono progettati come luoghi di incontro delle idee con le istituzioni, i player industriali, gli investitori.

 

  • Il salone a doppia altezza che coinvolge gli spazi del primo e secondo piano diventa una vera e propria agorà: luogo dello scambio di idee e competenze trasversali, fulcro attrattivo delle attività specifiche previste per l’Urban Center delle imprese.
  • Aree open-space prive di partizioni e rigide distribuzioni planimetriche consentono la massima flessibilità per accogliere attività, incontri e iniziative mirate ad arricchire il sostegno alle imprese e favorire l’interconnessione di competenze specifiche attraverso collaborazioni multidisciplinari e integrate.
  • Un’area relax in continuità con gli spazi di lavoro collaborativi ma separata da questi da una parete vetrata, è dedicata ai momenti di pausa o di brevi meeting informali fra gli utenti.
  • Due sale di rappresentanza più isolate ospitano gli spazi dedicati a riunioni operative e di management.
  • Un patio, ricavato rendendo accessibile il cavedio di piano precedentemente intercluso, viene proposto come ambiente fruibile a cielo aperto e anello di congiunzione degli spazi dell’Urban Center delle imprese.
L’URBAN CENTER /P2

Il secondo piano accoglie attività direzionali di startup, spin-off e realtà HighTech e BioHighTech.

 

  • Lungo la balconata che si affaccia sul vuoto del salone al piano sottostante, due sale “ibride” sezionabili con pareti mobili sono destinate a riunioni informali o di rappresentanza.
  • Lungo le ali laterali di piano, mantenendo la conformazione degli ambienti esistenti, sono distribuiti gli uffici di stampo più tradizionale destinati a startup e spin-off.
MESH DI COMUNICAZIONE REALIZZATA DAL COMUNE DI TRIESTE PER L'AVVIO DEI LAVORI
GRAFICA DI COMUNICAZIONE ALLA CITTADINANZA REALIZZATA SU MESH DA COMUNE DI TRIESTE E REGIONE FVG IN OCCASIONE DELL'AVVIO DEI LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DELL'URBAN CENTER